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Introduzione a Street Fighter V

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Era il 1987 quando cominciò a fare la sua comparsa nelle sale giochi il primo Street Fighter. Un classico picchiaduro a scorrimento orizzontale, basato su combattimenti 1 contro 1 su tre round e che introduceva alcune innovazioni fondamentali: la prima era la presenza di sei pulsanti, tre per i calci e tre per i pugni, la seconda era che combinando movimenti del joystick e alcuni dei pulsanti era possibile eseguire delle mosse speciali, una novità assoluta all’epoca. Il successo fu immediato, tanto che presto il gioco venne riadattato anche per i sistemi di gioco casalinghi, ma non fu niente in confronto all’entusiasmo generato dal suo successore: Street Fighter II. Il secondo capitolo, uscito nel 1991, rappresenta infatti una vera e propria pietra miliare del genere e contribuì a caratterizzarlo in maniera indelebile, con i suoi personaggi unici nell’aspetto e nelle abilità, la sua giocabilità tanto immediata quanto profonda e alcuni particolari diventati poi leggendari – come l’intermezzo nel quale il giocatore deve distruggere un’auto nel minor tempo possibile. Tutto questo per dire che Street Fighter è diventato uno dei videogiochi più famosi di sempre e per questo ogni suo ritorno con una nuova versione genera clamore. E’ il caso anche del nuovo episodio: eccovi quindi un’introduzione a Street Fighter V, per imparare tutto quello che c’è da sapere!

I predecessori
Abbiamo già parlato nell’introduzione dell’importanza rivestita dai primi due capitoli della saga. Da allora sono seguite innumerevoli versioni di Street Fighter, che fondamentalmente cercavano di modificare il meno possibile una formula ampiamente vincente: la giocabilità veniva solo ritoccata leggermente, i personaggi principali solitamente venivano mantenuti per affiancarvi altri personaggi nuovi e in generale si cercava semplicemente di aggiornare l’impianto base per renderlo sempre appetibile e al passo coi tempi. L’ultimo aggiornamento alla serie risaliva al 2008, col precedente Street Fighter IV, che a sua volta andava a colmare un vuoto di oltre un decennio.

La tecnica di gioco
La novità principale consiste nell’aver rimosso gli Ultra e i Focus Attack, ovvero delle tecniche di contrattacco che erano state introdotte nell’episodio precedente, rimpiazzate dal nuovo V-System: tre indicatori a barra che si riempiono in momenti diversi a seconda di come procede il combattimento – quando si ricevono attacchi consecutivi, quando si ricevono danni e quando si si effettuano attacchi che vanno a buon fine. Una volta che le barre si riempiono possono avere effetti diversi, tra cui sbloccare alcune mosse speciali.

I personaggi
Il gioco presenta 16 personaggi tra cui scegliere, alcuni dei quali sono i classici immancabili come Ryu (e l’equivalente statunitense Ken), Chun-li, M. Bison, Zangief, Dhalsim, Vega e Guile tra gli altri. Non mancano ovviamente anche i nuovi personaggi, 4 per la precisione. Il primo è F.A.N.G., un misterioso individuo alto e magro che utilizza il veleno come arma principale; c’è poi Laura, una lottatrice brasiliana specializzata in Jiu-Jitsu e che utilizza anche l’elettricità per i suoi attacchi; segue Necalli, lottatore di origine azteca che ama mischiare vari stili di lotta; infine Rashid, di origine mediorientale, che utilizza tecniche derivate dal parkour.

Le curiosità
Un franchise di tale successo non poteva non diffondersi anche su altri media. Da Street Fighter infatti sono stati ricavati cartoni animati, fumetti, giochi di carte e anche un film d’azione (terribile) con Jean-Claude Van Damme. Il gioco poi è stato citato a più riprese, sia da altri viodegiochi (in Mega Man X e Team Fortress 2 ad esempio compare il famoso Hadouken, una delle mosse speciali di Ryu), sia nella musica (gli Arctic Monkeys hanno registrato in passato un demo strumentale intitolato “Chun-Li’s Spinning Bird Kick”).

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