Interviste

Intervista a Mario Riso – “Credete sempre nel vostro talento e nella vostra passione: verrete ripagati”

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Mario Riso è senz’altro uno dei personaggi più conosciuti del panorama rock italiano. Sono tantissime le sue band, progetti e collaborazioni: dai Rezophonic, ai R.A.F., Movida ma anche la sua partecipazione a Rock TV e l’attività di musicista per tanti nomi del pop e rock italiano (Grignani, Jovanotti e molti altri). Il 2016 sarà un anno molto importante per il batterista che sarà impegnato con il nuovo progetto Rock The DJ che porta la batteria live nel dj set rock; ma ci sarà anche un nuovo album solista e ovviamente il decennale del progetto Rezophonic. Di questo e molto altro abbiamo parlato con Mario.

Ciao Mario, partirei da Rock The DJ. Ti chiederei una breve introduzione del progetto e del perché rivoluzionerà il dj set rock.

Rock The DJSono partito da una base: voler fare qualcosa di diverso e di nuovo. Non è la prima volta che mi viene in mente di pensare a come aprire le frontiere della musica, in questo caso della batteria. Ho sempre detestato i DJ che dicono “questa sera vado a suonare”. Per me è stata una battaglia proprio, contro chi usa il “suonare” come fosse il “to play” americano. Penso che sicuramente il fatto di mettere dei dischi, sia qualcosa di importante, che fa divertire le persone. In questo però ho voluto mettere al centro dell’attenzione il batterista, nell’ambito di questo format. Rock The DJ non è altro che la selezione da oltre 2000 brani, ovviamente selezionati serata per serata, nei quali io suono la batteria realmente all’interno del disco. Sono i master originali dei dischi che hanno fatto la storia del rock: parto dagli anni ’70 fino ai giorni nostri. Vado quindi a risuonare fedelmente la parte di batteria come fece il musicista originale. La cosa particolare è che mi trovo il minuto prima ad avere il tocco del batterista dei The Beatles o dei The Doors e pochi secondi invece mi immergo negli Slipknot o nei Korn. La cosa pazzesca è che i brani vanno via veloce, non durano più di un minuto, massimo un minuto e mezzo. KG, il DJ, giustamente fa una selezione per cui tutto avviene velocemente.

La cosa difficile è che negli anni ’70 si entrava in studio e si suonava a groove senza l’uso del metronomo. Per cui il mio ruolo diventa ancora più complesso perché suonare su basi già esistenti e senza metronomo significa impararsi tutti gli arrangiamenti, tutti i rallentamenti, le accelerazioni. E’ una grande sfida batterista che però mi sta dando grande soddisfazione.  Abbiamo già fatto diverse serate, con tagli differenti, da quella più metal a quella più pop, inteso come The Beatles, Michael Jackson e via dicendo. Un bel misto.

Oltre a questo so che c’è anche un album solista in arrivo. Saranno 15 brani da quello che sappiamo ma cosa possiamo aspettarci?

E’ un album che mi rappresenta come la mia carta d’identità nella quale sei costretto a mettere i tuoi dati reali. Il mio disco è il mio passaporto. Ci sono tutte annate che mi riguardano dal 1983 anno in cui ho composto la prima canzone che si chiama “Maid Runner”, fino al 2016 dove c’è una canzone dove farò il mio debutto come cantante. C’è il metal anni ’80 con i R.A.F., passando per il periodo Movida ma anche latino-americano, afro-cuban e tutte le altre esperienze e influenze che mi porto dietro da una vita. 

Saranno brani inediti o rifacimenti?

Alcuni sono brani completamente inediti e in più ci saranno tre citazioni dai tre progetti che hanno fatto parte della mia vita artistica, quindi R.A.F., Movida e Rezophonic. Saranno comunque tutti brani scritti da me. Ci saranno due-tre brani re-mixati e ri-editati. Il resto sarà completamente nuovo.

Hai appunto citato Rezophonic, il tuo progetto negli ultimi anni più famoso. Sono ormai passati 10 anni dall’inizio del progetto, puoi tirare un bilancio di questa esperienza arrivata ad un traguardo così importante?

Dal 2006 al 2016 sono appunto dieci anni. Abbiamo in mente di fare quattro mega-eventi, uno al nord, uno al centro, uno al sud e uno per le Isole. Vedremo poi se riusciremo a fare sia Sicilia che Sardegna. Porteremo ovviamente tantissimi ospiti d’eccezione. Sto inoltre organizzando una partita di calcio contro la Nazionale Cantanti. Vogliamo festeggiare con un nuovo singolo, con un nuovo video e un’attività che metta in risalto i risultati che abbiamo ottenuto. Te ne cito qualcuno. 166 pozzi d’acqua, 15 cisterne, 3 scuole, tutto questo lo abbiamo fatto con la nazionale del rock italiano: oltre 250 artisti che si sono alternati in studio, sul palco e sui nostri dischi.

Mario Riso 01Nelle ultime settimane abbiamo aperto una discussione relativa alle tribute e cover band, dopo le polemiche che si erano scatenate a fronte della richiesta, poi ritirata, da parte dei Metallica a una tribute band di non utilizzare il logo della band. Tu che sei un musicista professionista, come ti poni in questa eterna diatriba pro/contro cover-tribute band?

Guarda io pongo tribute band, cover band e talent sullo stesso piano. Non sono contro il fatto che ci sia qualcuno che ami talmente tanto una persona che ama talmente tanto un’artista da volerlo celebrare su un palco, imparando e suonando le sue canzoni. Così come non sono contro il fatto che esistano questi talent, grazie a cui viene dato comunque spazio a cantanti, autori e musicisti che vogliono farsi notare in questo mondo sempre più difficile. La cosa che detesto però è che queste cose sono diventate il surrogato di tutto il resto. A me dispiace il fatto che non ci siano spazi per tutti, mi dispiace che dove ci sono circuiti per le tribute band, non ce ne siano altrettanti per le band che fanno musica propria. Laddove esistente un talent, non esiste più spazio per l’artista che non riesce a passare in televisione.

Ammetto però che poi bisogna farsi delle domande. Se un locale decide di far suonare una tribute band al posto di un gruppo originale, è probabilmente dettato da motivi commerciali. Idem  per il mondo televisivo. Ci sarà pure qualcuno che guarda questi programmi e va a questi concerti. Quindi come sempre la colpa voglio darla a noi che siamo le persone che determinano il mercato e non quelle che lo subiscono. Avendo lavorato per tanto tempo a Rock Tv e Hip Hop Tv, ho scoperto che ci sono tante cose che mi ero immaginato in modo completamente diverso. Ho sempre pensato che la radio e la tv avessero la forza di imporre in qualche modo e di dettare una linea, ma è capitato più volte che magari passi in qualunque ora uno stesso brano e arrivi allo 0, semplicemente perché alla gente non piace o non viene apprezzato. Ad esempio io ho suonato su “La Fabbrica di Plastica” di Grignani, abbiamo avuto un esposizione esagerata, con tante trasmissioni televisivi, eppure rispetto a “Destinazione Paradiso”, il disco precedente, non c’era modo di farlo accettare alle persone. Come sempre voglio dare la colpa alle persone.

Io ho iniziato a ragionare sempre di più con la mia testa, non volendo assecondare per forza il mercato. Nell’ambito del disco che farò, verrà rappresentato tutta la mia storia, senza pensare al gusto musicale odierno. Con Rezophonic ho subito tante limitazioni in termini di visibilità. Noi cerchiamo di fare del bene ma, ormai si sà, il bene non fa notizia, non va sulla prima pagina dei giornali. Se ammazzi qualcuno prendi la prima pagina, se salvi qualcuno non ti fila nessuno. Rezophonic ha pagato questo scotto.

Tornando al discorso tribute. C’è chi lo fa in modo onesto e sincero e chi invece lo fa per portarsi a casa quattro soldi. L’importante è fare sempre ciò che è giusto per noi e quindi decidere se essere protagonisti nella propria vita o invece recitare un ruolo d’attore, non avendo mai un proprio momento. Forse una cover/tribute è un po’ questo.

Andrei avanti su altre cose ma andando però a un capitolo del tuo passato. Parliamo dei Movida. C’è qualche aggiornamento? Ci possiamo aspettare qualcosa?

I Movida hanno festeggiato lo scorso anno il ventennale di “Contro Ogni Tempo”, girando tutta Italia. Abbiamo incontrato le persone che all’epoca avevano 15-20 anni e ora hanno dei figli, un po’ come noi. Penso che questa sia già stata una bella vittoria: vivere questi momenti con una band fondamentalmente di amici. L’idea nostra è di continuare a vivere i Movida con questa attitudine di grande passione e amicizia senza però per forza avere qualcosa da vendere agli altri. A noi piace questo, per noi è sufficiente. Non è in previsione un singolo un album nuovo, ma chissà mai.

Mario Movida 6Parlami invece del tuo nuovo metodo di batteria…

Si è un metodo che ho pubblicato da poco, è il primo che ho realizzato: “Tieni il tempo – Enciclopedia dei ritmi in sedicesimi”. Lo sto promuovendo in tutti i negozi di strumenti e scuole di musica con seminari e tanto altro. Un modo per far crescere la passione per la musica nei ragazzi di oggi che forse è stata un po’ persa di vista.

Lasciaci i prossimi appuntamenti dei tuoi progetti!

Sicuro. Questi i prossimi appuntamenti con Rock The DJ.

5 Febbraio – Rock On The Road – Desio

13 Febbraio – Rock’n’Roll – Rho

19 Febbraio – C.G. – Busto Arsizio

11 Marzo – La Meccanica – Nerviano (MI)

12 Marzo – Druso – Bergamo

E poi non perdete i prossimi aggiornamenti Rezophonic.

Ok Mario direi che per oggi è tutto, puoi chiudere con un messaggio ai lettori del blog di EMP!

Ringrazio tutti, EMP, il blog e ovviamente tutti i lettori, per avermi aiutato ad amplificare la mia voce e presentarvi tutte queste novità e  che spero possano essere motivo d’orgoglio per tutti quelli che come me hanno sognato di vivere della propria arte e musica e, a bilanci fatti, ci sono riusciti. Se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti!

Credete sempre nel vostro talento e nella vostra passione: verrete ripagati.

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