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Suicide Squad: La Recensione

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Roma, 3 agosto. Grazie all’invito dei ragazzi di Gotham Shadows abbiamo assistito all’anteprima europea del tanto atteso terzo capitolo del DC Extended Universe, ovvero l’universo cinematografico di DC Comics. La partenza con ritardo nei confronti della rivale Marvel ha fin qui prodotto L’Uomo d’Acciaio e Batman v Superman: Dawn of Justice [questa la nostra recensione], e oggi manda nelle sale di tutto il mondo questo Suicide Squad, cinecomic diretto da David Ayer e incentrato sulle poco raccomandabili figure dei cattivi di casa DC.

La battaglia di Metropolis si è conclusa non molto tempo fa, la minaccia rappresentata da Doomsday è stata annullata e il mondo piange la morte del supereroe alieno, Superman, che ha sacrificato la sua stessa vita per la salvezza della Terra. La perdita di questo estremo baluardo riporta d’attualità il problema della difesa contro entità dai poteri sovraumani. Approfittando, quindi, di questo momento particolarmente sensibile Amanda Waller (Viola Davis), a capo dell’organizzazione nota come A.R.G.U.S. e creata proprio per sventare minacce metaumane, ripropone ai massimi esponenti della sicurezza americana il progetto Task Force X, ovvero una squadra formata da criminali già assicurati alle patrie galere e “costretti” ad affrontare missione suicide contro attacchi che superino le possibilità umane. L’incentivo? Un esplosivo impiantato nel collo, pronto a detonare qualora a qualcuno venisse la malsana idea di scappare o non collaborare; sensibili sconti di pena, sebbene quest’aspetto possa sembrare una battuta per chi ha diversi ergastoli da scontare. L’utilità di questa operazione? Da un canto una squadra di soldati speciali dotati di abilità e super poteri in grado di offrire maggiori possibilità di vittoria in caso di scontri con metaumani; dall’altro canto la negabilità. Se le cose non dovessero andare come previsto la colpa ricadrebbe sui cattivi, non di certo sul governo degli Stati Uniti.

Suicide-Squad-AzioneA questo punto non resta che andare a prelevare in maniera coatta e convincerli a collaborare l’uno con l’altro. Fanno il loro ingresso sulla scena, dunque, Deadshot (Will Smith), cecchino dalla mira infallibile; Harley Quinn (Margot Robbie), la fidanzata del Joker (Jared Leto), elemento folle e instabile; El Diablo (Jay Hernandez), boss di una gang dotato di poteri incendiari; l’Incantatrice (Cara Delevigne), ancestrale entità malvagia risvegliata dall’esploratrice June Moon dopo un lungo periodo di prigionia; il ladro australiano che prende il nome dallo strumento che utilizza come arma, Boomerang (Jay Courtney);  Killer Croc (Adewale Akinnuoye-Agbaje), affetto da una rara malattia che fa sembrare la sua pelle simile a quella di un rettile; Slipknot (Adam Beach), escapista capace di utilizzare qualsiasi arma. A capo di questa squadra suicida troviamo il colonello Rick Flag (Joel Kinnaman), esperto soldato dell’esercito americano, affiancato dalla Katana (Karen Fukuhara), spadaccina giapponese che brandisce la spada Soultaker. La prima minaccia che Task Force dovrà affrontare giungerà dall’interno del gruppo stesso e i nostri cattivi dovranno far gruppo e superare le iniziali diffidenze per sventare questo folle piano di conquista.

suicide-squad-harley-quinnSuicide Squad si presenta come action movie dalla trama semplice e immediata, con una parte iniziale scatenata e divertente in cui trovano spazio le singole storie dei componenti della squadra; una parte centrale che convince molto poco, con evidenti problemi in fase di sceneggiatura che hanno come punta dell’iceberg la pessima caratterizzazione del villain, dalle origini misteriosi, poteri infiniti e motivazioni rivedibili; e un finale che snatura l’essenza stessa del film. Lo sviluppo del film, quindi, risulta quasi banale per la sua linearità ma permette ai personaggi, e alle interpretazioni portate in scena, di emergere in maniera prepotente e conquistare il pubblico, sia esso lettore o non dei comics cui la pellicola dovrebbe essere ispirata, e sollevare il giudizio finale su questo film che, altrimenti, sarebbe stato disastroso. Risultano riuscite la Harley Quinn, personaggio dalla bellezza e follia ipnotica, in grado di sedurre e ammaliare lo spettatore. Un immaginario in bilico tra la cultura post punk, goth, emo si fonde e tratteggia un character che è il punto intorno al quale gira la pellicola di Ayer. Poche sbavature e parti fuori ruolo per Suicide Squad Recensione Jokerquest’attrice che non manca la prova e porta a casa una splendida interpretazione. Molto più arduo il ruolo che spettava a Jared Leto, visti le precedenti autorevoli trasposizioni sul grande schermo del suo personaggio. Leto si allontana dal grottesco Joker di Jack Nicholson così come da quello nichilista di Heath Ledger regalandoci una versione del Principe Pagliaccio del Crimine più glamour, modaiola, gangasta. La parte funziona ed è un peccato che breve sia il minutaggio dedicato a questo personaggio. Assomiglia quasi a un cameo necessario per introdurre il personaggio nell’universo DC. Ottimo Will Smith nei panni dell’eroe travagliato e combattuto, che ha abbracciato “il lato oscuro della forza” per scelte sbagliate ma pronto a redimersi per il bene di sua figlia. Insomma, un personaggio cucito addosso a Smith. Belle le interpretazioni di Jay Hernandez, Joel Kinnaman e Viola Davis mentre poco sfruttate risultano le prove di Cara Delevigne e Jay Courtney. Un peccato, davvero un peccato visto il cast così ampio e variegato che avrebbe consentito di spaziare con soluzioni maggiori.

E in un momento storico del cinema in cui Marvel ha sensibilmente alzato l’asticella della qualità, le battute a vuoto di Suicide Squad si notano ulteriormente. Manca quella carica iconoclasta e irriverente che ha decretato il successo di Deadpool, manca quella cattiveria di fondo che avrebbe reso maggiormente interessante il tutto. Più che cattivi i protagonisti di questa pellicola sembrano dei ragazzacci indisciplinati chi con disturbo della personalità, chi con manie cleptomani o incendiarie ma nessuno si eleva e si fa notare per la sua anima nera come la pece. Solo Joker sembra possedere questo spessore ma è troppo impegnato a fare il gangster e non riusciamo a tastarne del tutto le capacità, complice anche la scarsa presenza e una sottotrama che lo vede coinvolto avulsa dal contesto. Le buone intenzioni iniziali si perdono lungo il tragitto e sfociano nell’eccessivo buonismo della morale che farà storcere il naso ai più.

In conclusione, un film piacevole e godibile grazie alle interpretazioni fornite da quasi tutto il cast, ai colori sgargianti e una colonna sonora davvero interessante. Suicide Squad è puro intrattenimento, circa due ore di film che vi faranno divertire e appassionare. Scendendo sotto questa coltre glamour e patinata, però, emergono vistosi errori in fase di scrittura che vanno a inficiare la riuscita finale lasciando in bocca quel retrogusto di occasione mancata.

Suicide-Squad-Locandina

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