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Recensione: Warcraft – L’Inizio

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Continua l’invasione dei cinegame, pellicole ispirate a videogiochi che hanno saputo creare un seguito che travalica il proprio format diventare dei veri e propri franchise in grado di creare schiere adoranti di fan. Questo 2016 si sta rivelando un anno decisamente denso di uscite in grado di alimentare la fame degli affezionati della Blizzard Entertainment grazie all’uscita nelle sale cinematografiche del primo film dedicato all’universo ludico di Warcraft. È uscito, infatti, lo scorso 1 giugno 2016 Warcraft – L’Inizio, prodotto da Legendary Pictures e Universal Pictures. Il film è stato diretto da Duncan Jones, e vuole ampliare ulteriormente l’immaginario legato a questo videogame con un adattamento 1994, quando tutto questo ebbe inizio per scoprire cose ci attende in sala.

Il mondo degli orchi, Draenor, è perduto e l’unica via di salvezza per questa razza è quella di partire alla ricerca di un nuovo da conquistare. Grazie all’aiuto dello stregone Gul’dan, gli orchi sono condotti attraverso un portale magico ne pacifico regno di Azeroth, guidato da Re Llane e dalla sua Regina Lady Taria, seduti sul trono della città di Roccavento. Accortosi ormai di essere sotto assedio il Re deciderà di muovere guerra contro gli invasori affidandosi al valoroso Anduin Lothar. Anche sul fronte opposto le cose presentano delle particolarità. Il Capo del Clan dei Lupi Bianchi, Durotan, è in attesa di diventare padre del suo primo figlio, presenta una mente critica circa l’operato di Manonera il Distruttore, a capo dell’Orda. Inoltre, Durotan diffida anche di Gul’dan, il quale ricorre troppo spesso al Vil, una forza magica soverchiante. Qualcosa, quindi, scatterà in Durotan che lo porterà a delle scelte sofferte quanto decisive per le sorti della sua famiglia e, più in generale, della sua razza.

Soffermandoci a una prima fase di lettura di questo film non possiamo che essere soddisfatti per la riuscita generale del film. Molto spesso dimentichiamo che il cinema è intrattenimento e questo Warcraft – L’Inizio è un vero piacere per gli occhi, grazie alla computer grafica fotorealistica in grado di creare un immaginario visivo coeso e credibile. Sia gli scenari che i paesaggi sono creati con questo strumento, il che conferisce il medesimo tono all’insieme, caratterizzando con la stessa intensità tutte le scene. Le battaglie, le vedute a volo d’uccello, e la resa dei personaggi è davvero ottima e farà la felicità di tutti i fan che potranno rivivere avventure nate nell’epoca del 56K sul grande schermo.

Non manca il riproporre una tematica molto contemporanea come quella dell’integrazione razziale, argomento sempre molto sentito e d’attualità. Orchi e umani sono due razze che ignorano l’esistenza l’uno dell’altro e quando vengono a contatto per la prima volta arrivano immediatamente allo scontro. Sia gli orchi che gli umani hanno valide motivazioni che li spingono a guardare con diffidenza e paura l’altro, così come forti sono le motivazioni che spingono Durotan a intraprendere un percorso difficile, controcorrente, ma necessario per la sopravvivenza della sua gente. Fedeltà, lealtà, spirito critico, ossessione per il potere, sono tutti sentimenti e stati d’animo che vengono sublimati sul grande schermo dai singoli personaggi che si fanno portatori di valori universali e perfettamente in linea con il canone fantasy.

Il forte e riuscito impatto visivo della pellicola e la riproposizione del canone  però, lascia ben presto il campo a qualche perplessità di troppo dal punto di visto della costruzione della trama e, più in generale, della sceneggiatura. Inserirsi in un filone come quello del fantasy in cui, nemmeno troppi anni fa, veniva realizzato un film che rappresenta una vera e propria pietra miliare del genere (ci riferiamo ovviamente alla trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson) o che di recente ha esordito sul piccolo schermo con ottimi prodotti che hanno saputo aggiungere elementi nuovi mantenendo inalterata la tradizione (stiamo parlando de Il Trono di Spade e della sua capacità di rinnovare la tradizione restandone, però, fedele), non si possono tralasciare due aspetti fondamentali. Il primo è senza ombra di dubbio la creazione di una vera e propria mitologia, fatta non solo di personaggi ma anche di luoghi e occupazioni che forniscano il giusto contesto all’azione. Il secondo è la gestione dei personaggi stessi. In un lasso di tempo breve (il film dura “solo” due ore) viene condensata una quantità di character e informazioni troppo grande da poter essere assorbita da chi non è fan della saga e magari non conosce bene tutte le relazioni che uniscono i protagonisti della pellicola. È vero che la filmografia di genere è caratterizzata da cast ampi ma è altrettanto vero che vengono gestiti con tempi meno compressi e in azioni meno congestionate. Questo permette sia una migliore assimilazione da parte di chi vede sia la possibilità di caratterizzare e approfondire meglio i volti e i corpi di chi deve incarnare l’eterna lotta del bene contro il male.

Questi due aspetti sicuramente importanti uniti ad alcune decisive interpretazioni non riuscite (ci riferiamo in particolare a Travis Fimmel), vanno a intaccare quel secondo livello di lettura del film che lascia l’amaro in bocca. Non stiamo parlando di una pellicola da buttare, tutt’altro, ma di un prodotto di qualità che avrà sicuramente un seguito visto e che deve osare di più. Sacrificando qualche storia o dilatando i tempi, questo sarà poi il regista a deciderlo, di sicuro il prossimo capitolo dovrà andare a colmare queste mancanze che gioco forza vanno a inficiare la riuscita di questo primo capitolo di Warcraft.

warcraft inizio locandina

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