Approfondimenti

L’evoluzione degli zombie sul piccolo e grande schermo

Zombie
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Subito dopo i vampiri, tra i mostri più amati nella storia della letteratura, dei fumetti e del cinema, ci sono gli zombie. Da L’alba Dei Morti Viventi a The Walking Dead, i vaganti (zombie, non morti…) vantano numerose apparizioni e rappresentazioni nella cultura pop tra cinema, serie televisive e video giochi.

Volti tumefatti, abiti smunti e strappati, passo lento e imperturbabile, gli zombie si nutrono di cervelli e, generano a propria volta altri morti viventi pronti ad invadere ogni strada a caccia degli ultimi essere umani superstiti. Sebbene la figura dello zombie sia piuttosto stereotipata e fedele a sè stessa, nel corso del tempo anche questi mostri hanno subito alcune modifiche interessanti.

Se nel 1932 per dar vita agli zombie, i truccatori si ispiravano al mondo del voodoo, con occhi bistrati e zigomi scavati, nel 1968 compaiono le prime tumefazioni sul volto e il sangue. Si passa da zombie umani privi di volontà propria, a cadaveri rianimati. Nel 1996 gli zombie diventano tali a causa di un letale virus, infettati per scopi scientifici, nel 2002 i morti viventi hanno occhi iniettati di sangue e sono in grado di spostarsi velocemente per braccare le proprie vittime. Nel 2010 il focus del make up si concentra sulla bocca: gli zombie attaccano azzannando e si riconoscono tra simili solo grazie all’olfatto. Nel 2013 gli zombie diventano esseri distruttivi, attirati dai rumori e in grado di emettere suoni distintivi. L’unico modo per fermarli e bruciarli!

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