Approfondimenti

Ghost in the Shell: 5 cose da sapere prima di vedere il live-action!

Send to Kindle

Ghost in the Shell è un franchise molto ampio e vario creato dalla mente di Masamune Shirow, che comprende manga, anime, videogame, film e romanzi. In occasione dell’ormai imminente uscita del film in live-action, vi vogliamo dare un’infarinatura generale sull’universo narrativo creato da Shirow, in modo da farvi arrivare preparati in sala e farvi apprezzare al meglio il contenuto della pellicola. Siete pronti? Cominciamo!


1. Ghost in the Shell: la storia

Alla base del franchise troviamo il manga omonimo di Shirow, pubblicato in Giappone dal 1989 al 1997 e riunito in un’opera unica in tre volumi. La storia di Ghost in the Shell si concentra sui membri della Section 9, divisione della polizia giapponese, in un ventunesimo secolo futuristico, ma non molto lontano dal nostro, in chiave cyberpunk. Si tratta di un thriller fantascientifico, in cui la Section 9 si trova a risolvere crimini legati al cyberterrorismo. L’universo narrativo di Ghost in the Shell è popolato da tecnologie avanzate e nanomacchine, e gli umani sono collegati a esse e alla rete. Fondamentale è il metodo di accesso alla rete per gli esseri umani, tramite terminali fisici e impianti posti nel cervello. Il successivo stadio evolutivo è il cyborg, essere composto da parti umane e parti robotiche, diverso da un robot per la presenza di parti organiche. Oltre a questo c’è la presenza di un ghost, ovvero l’anima individuale che caratterizza il personaggio. Tale ghost non è legato necessariamente a un corpo particolare, può essere trasportato in un corpo qualsiasi, rendendo netta la distinzione fra mente e fisicità. L’anima sarebbe una sorta di software che vive in quella forma tecnologica estremamente complessa che è il corpo. Tutta la storia è una grande riflessione filosofica sul rapporto fra uomo e macchina, con grandi spunti etici e anche religiosi.


2. Non esiste solo il film

Sembra abbastanza complicato districarsi nei meandri dell’universo narrativo di Ghost in the Shell. Fidatevi, lo è. La storia è stata sviluppata in oltre una decina di modi e media diversi: la prima apparizione risale agli anni fra il 1989 e il 1997, grazie a un manga in tre volumi molto apprezzato. Nonostante la fama, però, il vero successo arriva nel 1995 con l’adattamento anime di Mamoru Oshii, considerato da molti un capolavoro del genere per la capacità di resa del tema. Il film d’animazione ha avuto poi un sequel, un remake e un reboot con la serie animata Stand Alone Complex. Oltre a questo il franchise vanta anche altri film, romanzi, manga, anime e videogame. Se volete aggiornarvi prima di vedere l’ultimo adattamento, insomma, vi conviene iniziare ora!


3. I personaggi e il cast del nuovo film

I personaggi del nuovo Ghost in the Shell vengono ripresi dalla storia originale. Vedremo quindi Scarlett Johansson nei panni del Maggiore Motoko Kusanagi; dopo un incidente la sua mente è stata trasferita in un corpo artificiale, trasformandola così in un cyborg. È a capo della Section 9. Michael Pitt interpreterà Hideo Kuze, architetto membro di un gruppo terroristico che si scontrerà quindi con la Sezione 9; è anche a capo di un movimento di resistenza per i rifugiati giapponesi e sembra che conosca Motoko fin da bambino. Pilou Asbaek avrà il ruolo di Batou, secondo in comando dopo Motoko Kusanagi e quindi main character maschile della storia. Noto per la sua lunga carriera militare e il suo aspetto da duro, in realtà è molto sensibile e pieno di humour. Chin Han vestirà i panni di Togusa, il membro più giovane della Section 9; sembra essere l’unico membro di tale sezione a non essere stato trasformato artificialmente, e sembra sia stato inserito nel team proprio per questo. Fra gli altri, vedremo anche Takeshi Kitano nel ruolo di Daisuke Aramaki, direttore esecutivo della Section 9, Lasarus Ratuere nei panni di Ishikawa, IT specialist della Sezione 9, e Juliette Binoche nel ruolo del Dr. Ouélet.


4. Fonte d’ispirazione per altri

La tematica non vi sembrerà del tutto nuova. Questo perché in realtà non è la prima volta che si attinge alla storia di Shirow: Avatar, AI: Intelligenza Artificiale e Il Mondo dei Replicanti hanno preso tutti ispirazione da idee e tecnologie presenti nella storia originale di Ghost in the Shell. Il caso più eclatante, però, è sicuramente la trilogia di Matrix: il mondo virtuale, il modo in cui riescono a entrare e il profondo dibattito filosofico relativo a realtà soggettiva e dominio dell’uomo sulle macchine sono un chiaro “omaggio” al mondo di Shirow. Questo è sicuramente uno dei motivi per cui l’adattamento del 2017 riceverà molte critiche. Quando una storia viene utilizzata come spunto per molti anni e per molti progetti (soprattutto se parliamo di film di grande successo, come in questo caso), la fonte e la sua rielaborazione vengono spesso percepite come noiose, come qualcosa di già visto più e più volte. Senza contare il fatto che, purtroppo, molto spesso gli adattamenti di manga e anime non sono dei capolavori del cinema. Staremo a vedere!


5. Whitewashing

Una delle maggiori critiche rivolte al nuovo adattamento di Ghost in the Shell riguarda il whitewashing, ovvero il fatto di scegliere attori bianchi per interpretare ruoli di etnie diverse. Questo viene fatto per rendere il personaggio e il film più appetibili al pubblico. Afroamericani, nativi americani e orientali sono coloro che più hanno subito questo fenomeno, del quale vi portiamo qualche esempio: Matt Damon nel recente The Great Wall (ambientato in Cina), Al Pacino in Scarface (dove i protagonisti sarebbero di origini cubane), Mickey Rooney in Colazione da Tiffany (dove interpreta Mr. Yunioshi), Liam Neeson in Batman Begins (nei panni di Ra’s al Ghul, originariamente arabo). Anche per Ghost in The Shell si parla molto di whitewashing, soprattutto per la scelta di Scarlett Johansson nel ruolo del Maggiore Motoko Kusanagi. Si tratta di un personaggio enigmatico, nessuno sembra capire la sua personalità, e nessuno sa dire con certezza se sia un robot o un cyborg. Sicuramente è difficile rendere un personaggio di un manga/anime con attori reali, ma in molti sono convinti che la parte sarebbe dovuta andare a un’attrice giapponese o, quantomeno, asiatica. Nulla vietava questa scelta, apparentemente, a parte il mercato del cinema. Da quanto possiamo vedere, si tratta sicuramente di un film costoso nella produzione, e Ghost in the Shell è comunque un franchise “di nicchia”. Serviva quindi un incentivo per rendere il film accattivante per una grande fetta di pubblico, e chi meglio di una star conosciuta a livello mondiale poteva interpretare la sexy e letale cyborg? Scarlett Johansson sembrava essere la scelta più logica, visti anche i precedenti ruoli in The Avengers, Her e Lucy. Il presupposto è sicuramente il guadagno, ma sarà il botteghino a parlare.


L’uscita di Ghost in the Shell nelle sale italiane è prevista per il prossimo 30 marzo. Nel cast vedremo Scarlett Johansson nel ruolo di Major, Michael Pitt (Kuze), Juliette Binoche (Dr. Ouelet), Pilou Asbaek (Batou), Takeshi Kitano (Daisuke Aramaki), Rila Fukushima, Joe Naufahu, Michael Wincott e Chin Han. La regia è stata affidata a Rupert Sanders, già regista di Biancaneve e il Cacciatore.


E voi? Andrete a vedere Ghost in the Shell? Nel frattempo, scoprite tutti i prodotti dedicati a film, videogiochi e anime su EMP!

[empart]349309[/empart][empart]288458[/empart]