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5 cose da sapere su Tom Clancy’s The Division

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Tom Clancy e i videogiochi: un connubio solido che va avanti da quasi trent’anni – è del 1998 il primo, quel Tom Clancy’s Rainbow Six che ottenne subito responsi molto positivi. Da allora sono seguiti decine di titoli, da Ghost Recon a Splinter Cell e i relativi episodi seguenti, che gravitano tutti intorno al genere sparatutto tattico e/o stealth – molti dei titoli per altro furono sceneggiati dallo stesso Clancy, che tra un romanzo thriller e l’altro si dilettava anche con i videogame. Uno dei titoli che nel corso degli ultimi anni ha destato maggiore curiosità è Tom Clancy’s The Division: annunciato già nel 2013, presentato a più riprese nelle varie fiere mondiali specializzate, rinviato diverse volte è finalmente in uscita l’8 marzo 2016. Se volete arrivare pronti all’appuntamento, ecco 5 cose da sapere su Tom Clancy’s The Division!

Il gioco
Perché tutto questo interesse intorno al gioco? Principalmente ha saputo attirare l’attenzione poiché ai classici elementi tattici aggiunge anche una componente RPG e di open world che finora era rimasta sconosciuta alle varie serie targate Tom Clancy. Si tratta inoltre di un gioco solo online, che ha sì una parte single player, ma che è basato principalmente sul multiplayer – sulla falsariga di un altro grande successo recente, ovvero Destiny. In particolar modo a quanto pare avrà un peso molto importante il multiplayer cooperativo.

La storia
The Division è ambientato in una New York che si trova nel caos dopo che qualche settimana prima un attacco biologico lanciato durante il Black Friday ha sconvolto gli Stati Uniti infettando milioni di persone. Acqua, cibo e cure scarseggiano e il Presidente degli USA emana la Direttiva 51 per contrastare la crisi, attivando una quadra speciale conosciuta come The Division che ha il compito di ripristinare l’ordine e la civiltà nelle città. Proprio da qui inizia l’avventura del giocatore, che entra nella battaglia per riportare la calma a New York. Non è dato sapere come si evolva poi la trama, anche se è stato fatto trapelare che ci si ritroverà ad affrontare una grande cospirazione mondiale.

Il personaggio
Avendo introdotto elementi tipici del gioco di ruolo, la personalizzazione del protagonista ha ovviamente un’importanza profonda e non solo per quanto riguarda l’aspetto. Il tutto ruota attorno a due caratteristiche principali, il loot e le skill. Per loot, come già sapranno gli appassionati di RPG si intede la capacità del giocatore di trovare nuovi armi e accessori completando le missioni o semplicemente esplorando le strade della città. Le varie skill invece servono a definire le abilità del proprio personaggio, e pur non essendo previste classi pre-impostate, in base a quali abilità di deciderà di potenziare verranno sbloccare tre differenti categorie di agente: medico, sicurezza e tecnico. Sono inoltre presenti dei talenti, ovvero abilità passive che enfatizzeranno le abilità scelte dal giocatore – abilità che per altro si potranno cambiare e adattare a seconda delle esigenze della situazione in cui ci si trova.

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La base delle operazioni
È il luogo da cui partono le varie campagne a cui si prende parte. Non si tratta solo di un posto sicuro dove immagazzinare gli oggetti in più ritrovati durante le missioni, ma una base che, con l’avanzare del luogo, si potrà migliorare e modificare, sbloccando nuove abilità. Inoltre al suo interno si possono trovare anche negozi e può servire anche d aluogo d’incontro con altri giocatori prima di avventurarsi all’aperto. Come dicevamo si tratta di un open world: il giocatore quindi è libero di vagare per la mappa, cercare loot e upgrade, oltre che affrontare le varie missioni proposte all’interno della base.

La Dark Zone
The Division non offre alcune delle classiche modalità multiplayer, come il cattura la bandiera per esempio. Presenta però quella che viene chiamata ‘Dark Zone‘: una zona della mappa in quarantena, dove la modalità giocatore contro giocatore è sempre attiva. Si potrà quindi avventurarsi al suo interno alla ricerca di altri giocatori con cui combattere per potersi impossessare del loro bottino – salvo poi venir segnalato a tutti gli altri giocatori e rischiare che si apra una vera e propria caccia all’uomo. Insomma, nella zona oscura nessuno è al sicuro!

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