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Better Call Saul 3×01 – Mabel: la recensione

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Torna dopo un anno di attesa Better Call Saul, serie spin-off/prequel del serial di successo Breaking Bad, prodotta da AMC. A partire dallo scorso 12 aprile, infatti, è disponibile in Italia, e in contemporanea con gli USA, sulla piattaforma digitale Netflix il primo episodio della terza stagione intitolato Mabel, diretto da Vince Gillan. Questa nuova stagione sarà composta da 10 episodi distribuiti settimanalmente in cui seguiamo le vicende di Jimmy McGill (Bob Odenkirk), di suo fratello Chuck McGill (Michael McKean), della collega Kim Wexler (Rhea Seehorn) e di Mike Ehrmantraut (Jonathan Banks), sicario e tuttofare. Inoltre, come trapelato dai primi trailer diffusi in rete in questi mesi di febbrile attesa, verrà introdotto Gus Fring (Giancarlo Esposito), temibile avversario dell’ormai iconico Walter White.


L’episodio si apre con un flash-forward in bianco e nero – soluzione adottata anche nelle precedenti premiere delle prime due stagioni – in cui troviamo in nostro Saul Goodman nella sua vita successiva a quanto narrato nella serie madre Breaking Bad. Un anonimo dipendente di un fast food in un centro commerciale, con la sua vita mediocre scandita dal lavoro. È solo un segmento, un suggestivo antipasto che ben presto lascia spazio alla ripresa della narrazione interrotta dal cliffhanger del finale della seconda stagione.

Jimmy ha confessato a Chuck di aver manipolato dei documenti per favorire Kim, ignaro che il fratello stesse registrando tutto. Nella disputa legale tra i due, però, questa prova potrebbe servire a poco, ma Chuck ha ben altro in mente ed è pronto a metterlo in pratica. Nel frattempo, Mike continua a seguire delle tracce per risalire all’autore del bigliettino misterioso che gli è stato lasciato sulla macchina, in cui gli veniva consigliato di non uccidere Hector Salmanca.


Una premiere, dunque, che si limita a portare avanti con lo stesso ritmo e lo stesso stile quanto visto in precedenza. Come sempre, al centro della narrazione troviamo loro, Jimmy e Chuck, il loro legame fatto di alti e bassi, amore e odio, allontanamenti e ritorni come sovente succede tra fratelli. Intorno a questo confronto così sentito e profondo, restituito in maniera diretta ed elegante grazie a una regia sintetica ed essenziale, ruota un tourbillon di eventi e situazioni che arricchiscono lo spettro emozionale della serie. La narrazione viene spesso frammentata da segmenti tratti dal passato, a creare tante tessere di un puzzle che lo spettatore deve ricostruire secondo la propria sensibilità e conoscenza dei personaggi stessi. Non manca Gillan di focalizzare l’attenzione su Kim, sul suo travaglio interiore generato dalle azioni di Jimmy e, in generale, dal suo atteggiamento verso la legge.

Poco altro da aggiungere se non salutare con enorme piacere il ritorno di questa serie TV che, durante questa sua terza stagione, dovrebbe avvicinarsi ai temi e alle atmosfere della serie madre (in quest’ottica va sicuramente letta la presenza di Fring). Se siete fan di Better Call Saul sarà un piacere rassicurante per voi trovare un prodotto che mantiene fede a quanto visto in passato. Se non vi siete mai avvicinati alle vicende del futuro Saul Goodman, è giunto per voi il momento di intraprendere questo fantastico viaggio.

Ricordiamo che la prima puntata di Better Call Saul 3 è disponibile su Netflix a partire dallo scorso 12 aprile e ogni settimana verrà distribuita una nuova puntata.


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