Approfondimenti

5 grandi illustratori metal degli ultimi 30 anni

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Qualche settimana fa abbiamo parlato di cinque illustratori leggendari che hanno fatto la storia delle copertine metal. Oggi riprendiamo il discorso ed andiamo ad analizzare il lavoro di altri artisti che hanno lasciato (e continuano a lasciare) un segno indelebile nell’iconografia della musica pesante. Andiamo a vedere chi sono questi 5 grandi illustratori metal degli ultimi 30 anni e su quali album hanno lavorato!

Andreas Marschall
Disegnatore, sceneggiatore e regista, Marschall è tedesco e tra gli anni 80 e 90 si impone come l’illustratore di copertine più famoso in Germania, lavorando con band come Kreator, Obituary, Blind Guardian, Sodom e molte altre. Negli anni successivi si dedica con successo anche alla regia di video musicali, di film e anche di pubblicità. Il suo è uno stile molto influenzato dal fantasy e che ha finito col caratterizzare in maniera profonda l’immaginario di un certo genere di sound (il power e thrash metal tedesco). Marschall non si è dedicato solo a questo genere però, ha lavorato con moltissime band attive in altri generi, come gli Obituary, gli In Flames o i Dimmu Borgir, per citarne alcune.

Michel ‘Away’ Langevin
Away, canadese, deve la sua fama in primo luogo alla band che ha fondato e con cui continua a produrre album e girare il mondo in tour, ovvero i Voivod. Nel panorama metal i Voivod sono un gruppo a sé stante: visionari, innovativi in un genere che non ama l’innovazione, capaci di assimilare le influenze più disparate, sono sempre stati una cult band che ha però finito per avere un’influenza importante sulla scena. Merito del successo va anche attribuito all’immaginario che li circonda, a livello di tematiche trattate, testi e iconografie: tutti elementi creati dalla mente di Away. Il suo stile, scarno e spigolos, fatto di fantascienza, visioni post apocalittiche e tecnologia spinta all’estremo ha fatto scuola, portandolo a realizzare lavori anche per altre band – da sottolineare che tra i fan dei Voivod c’è da annoverare tra gli altri anche Dave Grohl, che proprio ad Away ha chiesto di realizzare la copertina del suo progetto Probot in cui omaggia i suoi idoli musicali (Voivod inclusi)!

Dave Patchett
La sua storia è particolare: inglese, pittore, inizia la sua attività nel 1982 e comincia ad esporre i suoi lavori in varie esibizioni in Inghilterra. Nel 1988 Lee Dorrian, frontaman dei Napalm Death e poi dei Cathedral, vede un suo lavoro e decide di mettersi in contatto. Da allora Patchett si è occupato degli artwork di tutti gli album dei Cathedral e in seguito ha lavorato anche per Electric Wizard e Iron Maiden (su “Dance Of Death”, anche se poi il suo lavoro fu ritoccato, tanto che chiese di non essere inserito nei crediti). Il suo stile, immediatamente riconoscibile, è denso di colori tenui, di spunti fantastici e animali mitologici.

H. R. Giger
Ecco un artista che non ha bisogno di presentazioni. Scultore, designer, pittore, artista degli effetti speciali, lo svizzero Giger è famoso soprattutto per avere creato l’Alien protagonista dell’omonimo film. Ha lavorato anche nel mondo nella musica, non solo con gruppi estremi visto che ha creato copertine anche per Magma, Emerson Lake & Palmer e molti altri. È però nel metal che la sua estetica trova terreno fertile, con le sue suggestioni surrealiste, le creazioni biomeccaniche, i frequenti simbolismi e le atmosfere decadenti. Ha lavorato con Celtic Frost, Carcass, Triptykon, Atrocity, Bloodbath, Danzig e molti altri ancora e ha anche creato l’asta del microfono utilizzata da Jonathan Davis dei Korn. È scomparso nel 2014 all’età di 74 anni, lasciando un’eredità di opere impressionante, raccolte nel museo a lui dedicato e gestito dalla seconda moglie.

 

Michael Whelan
Un altro artista il cui lavoro va ben oltre la creazione di artwork: il californiano Whelan infatti è celebre soprattutto per le sue illustrazioni di libri fantasy e di fantascienza, per le quali ha vinto ben quindici Hugo Awards (i premi annuali per i migliori lavori del genere). Il suo è uno stile di impostazione fantasy, ma figurativo e realistico – definito spesso ‘realismo fantastico’ – con un uso molto marcato dei colori. In campo musicale ha collaborato con vari artisti fin dagli anni ’80, il suo più celebre lavoro resta probabilmente “Bat Out Of Hell II” di Meat Loaf, ma ha collaborato anche con Cirith Ungol, Sepultura, Obituary e Soulfly.

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